Da <<VivaceMente>> di febbraio 2013

 I due volti del dolore.

Il dolore può presentare due volti: quello della rabbia, del risentimento, della disperazione e dell’odio che porta a chiudersi in sé e ad allontanare le altre persone. L’altro volto è di  un’opportunità, per quanto dura e dolorosa, di evolversi come persona, scoprendo una nuova strada per sé, più ricca e positiva di quella precedente, e un nuovo incontro con gli altri fondato sull’ascolto e la solidarietà. L’ultimo avvincente e commovente romanzo della poetessa e scrittrice torinese Luciana Navone Nosari “Viola di vento” (€uro 16,00 p. 246) pubblicato dalla WLM Edizioni,  nasce dal dolore come forcipe del parto di una nuova esistenza spirituale, individuale che parte dal dolore per approdare nel porto di un amore più vero e più grande. La viola di vento è un fiore di pianura, i cui semi portati dal vento o dalle ali di una farfalla, possono germogliare in montagna, tra i fili d’erba, sotto le spine dei rovi, delle more e delle rose canine. Esattamente come il fiore, la protagonista si trova al suo risveglio, come portata dal vento, in una baita di montagna, sola, abbandonata, sofferente, senza ricordare niente di sé, nemmeno il suo nome, non sapendo come sia giunta in quel luogo, perché gli abiti da città che indossa, contrastano con la natura che la circonda. Soccorsa da Marietta, una contadina dai modi rudi che nascondono una grande sensibilità, riesce con fatica a ricomporre il mosaico della propria identità; ma, proprio in quel momento, una duplice stilettata a tradimento del destino la colpirà nel corpo e nell’anima, costringendola a vivere un’altra dolorosa odissea, in cui passato e futuro sembrano profilarsi come gironi infernali. La protagonista, però, facendo leva sulla sua determinazione e sull’amicizia che la circonda, riuscirà a trasformare un dolore atroce e drammatico in un nuovo amore di sé che diventa a sua volta, un dono di affetto e solidarietà che lenisce maternamente le piaghe di altri sofferenti, in un finale aperto che commuove e sorprende i lettori.

Luciana Navone Nosari ha riunito in un solo libro, con una scrittura agile e scorrevole, un romanzo giallo, di formazione e sociale, senza sfruttare facili effetti, ma utilizzando nel modo migliore gli strumenti poetici e narrativi: la natura e il paesaggio, infatti, non sono una semplice cornice, ma lo specchio ora cupo, ora solare, dei sentimenti e delle emozioni dei protagonisti. Torino stessa è protagonista non marginale della storia, arazzo vivo di suoni, colori, dialoghi, emozioni passando per la fucina di dolore e speranza dell’ospedale San Giovanni per approdare al tempio d’interrogativi e risposte della Gran Madre. L’elemento poliziesco, inoltre, non è un semplice dettaglio nel panorama del racconto che resta senza risposta, ma un tassello importante che s’inserisce perfettamente nella geometria spirituale, umana e sociale del libro. Il valore fondamentale del romanzo si rivela, in ultima analisi, non solo nel piacere di una lettura appassionante e fonte d’emozioni, ma in misura anche più elevata, negli spunti di riflessione che offre alla mente e al cuore del lettore.

Claudio Ozella

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 Da <<La luna nuova>> del 13 dicembre 2011

Una bella storia quella raccontata da Luciana Navone Nosari, Viola di vento, WLM edizioni (16 euro): è un romanzo ambientato fra la valle di Susa e Torino. La protagonista si sveglia in una baita sopra Cesana: non sa come è arrivata lì, né come si chiama. La soccorre una contadina che la porta nella propria casetta sopra Cesana, è una donna semplice ma perspicace, accogliente, non fa domande, ascolta. A poco a poco nella mente di lei, che dice di chiamarsi Viola (il primo nome che le è venuto alla mente), riemergono ricordi confusi, via via più nitidi e dolorosi. Un libro adatto a chi ama storie intense.

Bruna Bertolo

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Da <<LA STAMPA>> inserto <<TORINO SETTE>> del 16 dicembre 2011 

a cura di Daniele Cavalla

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Da <<L’eco del Chisone>> del 21 aprile 2012

Viola di vento

(Wlm Edizioni, 2011, 246 pagg., 16 euro)

Una scrittura ricca di riferimenti alla natura, da cui traspare un amore e una conoscenza profondi delle tante varietà « oreali che la montagna può offrire. Lo stile di Luciana Navone Nosari, autrice torinese ma molto legata al Pinerolese (il suo nuovo libro è già stato presentato a Villar Perosa e a Pinerolo), è chiaro e riconoscibile in “Viola di vento”.

Un romanzo al femminile, un percorso di rinascita che porterà la protagonista ad affrontare l’esperienza dura della malattia.

«Il libro - spiega la scrittrice nata a Villar Perosa – è dedicato ai pazienti oncologici incontr

nel corso delle mia esperienza come volontaria presso il S. Giovanni Vecchio di Torino e che in parte hanno ispirato la storia».

Prossima presentazione: domenica 15, alle 16, al castello di Pralormo, nell’ambito della celebre manifestazione “Messer Tulipano”. Oltre all’autrice, interverrà anche la contessa Consolata Pralormo. Il ricavato delle copie vendute sarà devoluto all’associazione Ama di Chieri che opera in favore dei malati di Alzheimer.

Daria Capitani

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Da <<Signor X>> di Delfino Maria Rosso

- per coniugare

 la speranza

al futuro

ci vuole

il sogno

 il signor x

sperava

di sognare

o

sognava

di sperare -

 [su tema di Luciana Navone Nosari]

Commenti di lettori su Viola di vento
Da Daniela M. 21 novembre 2012:Questa la sensazione che mi ha lasciato dentro “Viola di vento”… Una storia che inizia come un thriller mozzafiato e prosegue come un romanzo psicologico, ma senza perdere mai la sua carica emotiva. Una figura di donna forte, sensibile, per nulla scontata.Una scrittura rigogliosa e alta. Da Sabrina B.  il 1° ottobre 2012: Cara Luciana ,ho letto il libro: “E’ BELLISSIMO” mi ricorda lo stile di cathrine dunne nella META’ DI NIENTE”  mentre leggevo la  prima parte mi è venuta voglia di coricarmi in un prato verde e di riscoprire la natura e soprattutto i suoi odori .Nella seconda di scoprire il mistero, nella terza speravo in un lieto fine con Francesco , ma tu mi hai sorpreso… Brava brava brava , continua a scrivere perché il tuo scrivere è fluido , piacevole, fresco , nonostante la profondità degli argomenti trattati che sono veramente tanti. Da Amaranta V. il 27 agosto 2012-09-02: Finalmente è arrivato il momento del tuo bellissimo libro che mi sono bevuta con avidità meravigliandomi ad ogni passo (ma ormai non dovrei più)di come sai scrivere bene, rappresentare ogni situazione, ogni stato d’animo, ogni sentimento. Complimenti per la bravura, la fantasia e la grande maturità. Da Loredana L., 31 luglio 2012-09-02:

Cara, carissima Luciana, scusa il ritardo con cui ti avverto di avere finito il tuo libro, ma l’ho dovuto mettere un po’ sotto per delle letture diciamo “propedeutiche”.

Ti faccio i miei complimenti. L’ho trovato un romanzo maturo, pieno di vita ed esperienza. Un insegnamento. Ed è quello che ho scritto postandolo sulla mia pagina Facebook, sperando di poterti fare un po’ di pubblicità.

Da Silvana G., 17 marzo 2012:

Che dire? Alla fine mi sono commossa ed ho pianto. Sarà che io mi sono sposata innamoratissima proprio nella cappella della Consolata, sarà  perchè era da tempo che non leggevo un libro di buoni sentimenti. Al di là di questo, ricordando che mi avevi chiesto di darti il mio parere ti dico le mie impressioni sul libro al di là delle mie emozioni; il tuo modo di scrivere, anzi di descrivere è vicino alla poesia specie quando parli della natura che ci circonda,  traspare anche quando descrivi le situazioni di sesso, sorprendentemente stupisce con avvenimenti inaspettati come del resto negli altri tuoi libri, ci sono delle osservazioni molto profonde sull’animo umano.

Da Luciana G., 16 marzo 2012:

In questi giorni ho avuto finalmente l’occasione di leggere l’ultimo tuo libro, mi è piaciuto veramente moltissimo, nei tuoi scritti c’è sempre tanta poesia, nelle tue descrizioni si riesce  cogliere persino il profumo dei luoghi, in quest’ultimo lavoro poi vengono descritte tante situazioni e stati d’animo che fanno molto riflettere, non è solo un romanzo, è molto di più.

Da SILVIA F., 6 febbraio 2012

Cara Luciana, eccomi a te!  Ho chiuso ieri sera le ultime pagine del tuo romanzo, dopo averlo letto tutto d’un fiato: la lettera finale di Viola/Luisa al marito è me-ra-vi-glio-sa! Mi ha commossa e turbata….e mi ha lasciata con il desiderio di sapere come va a finire la vicenda.

Viola s’innamorerà ancora di Francesco? Diventerà una reporter di successo? Ci sarà un sequel? Prima di tutto voglio dirti che sei stata un po’ crudele e per niente indulgente con la tua protagonista: proprio un tumore all’intestino, povera stella? Così invasivo e doloroso, così umiliante, così terribilmente “intimo” (dicono che l’intestino sia” il secondo cervello”…). Credo di sapere perchè l’hai fatto, ma vorrei confrontarmi con te: forse proprio perchè è così duro da accettare e da vivere? Perchè porta un disagio maggiore? Perchè volevi essere davvero spietatissima?

Inoltre, sei riuscita a creare una grande suspence in tutto lo scorrere dell’avventura, affidando il compito a una serie di trucchi narrativi consolidati ma molto efficaci: il misterioso uomo col cappello, i potenziali rapitori, la scoperta della relazione tra Francesco e Coralie…

Il personaggio che meno mi ha catturata, se vuoi la mia sincerità, è quello di Natalino.

Avrei voluto per lui un nome un po’ più “maschio”, che so, Riccardo o Antonio, Giovanni, al limite Alfredo….Quel fanfarone…..dato che a lui hai affidato il risveglio dei sensi e della consapevolezza di Viola, mi sarebbe piaciuta una figura più integra e meno meschina, meno pusillanime….desiderio di donna romantica, ovviamente…..:-))))

Potrei continuare per un’ora, cara Luciana, è per quanto mi riguarda è un buon segno, indice del fatto che la tua scrittura ha saputo lasciare una traccia sottile e luminosa, un filo che si dipana nel cervello e che continua a suscitare domande, curiosità, interesse.

Spero che riusciremo a sviluppare la nostra conversazione davanti a un buon caffè, uno di questi giorni! Un forte abbraccio e BRAVA, BRAVA, BRAVA!

Da ALESSANDRO P., 18 febbraio 2012-02-20

Carissima Luciana

il piacere è stato per me poter leggere parole così intense e profonde come solo tu sai esprimere nero su bianco.

A presto. Con grande stima. ALE

Da EDUARDA M., (20 febbraio 2012)

Luciana

Oggi ho finito di leggere il tuo libro. Mi è piaciuto tanto. Ti faccio i miei complimenti. Augurandoti  che tu possa scrivere ancora tantissimo ti saluto caramente.

Da Dina G.,

il Suo libro mi ha trasmesso delle sensazioni speciali. La lettura mi ha suscitato emozioni per la fluidità e sensibilità, due aspetti che mi hanno colpito piacevolmente. Un libro che cattura, coinvolge e, nello stesso tempo, rilassa nella sua semplicità. Inoltre mi è piaciuta la citazione di alcune espressioni tipiche piemontesi, ad es.  «sacocìn».

Da Renata G.

Volevo esprimere i miei complimenti per il tuo libro. Alla serata di presentazione l’ho acquistato con piacere, entusiasta dalla tua presentazione  e sicura che,  come i precedenti, mi sarebbe piaciuto molto, ma Viola di vento ha superato tutte le mie aspettative.

L’ho “divorato” in poche ore perche’ ero curiosa  di conoscere l’avvicendamento della trama, poi però l’ho nuovamente letto con più calma per soffermarmi ad assaporare la poesia che scaturisce dalla tua scrittura.

Complimenti e’ un libro che forse  “finanche” più dei precedenti, esprime una grande sensibilità d’animo e anche nelle situazioni più tristi ,una grande poesia.

Un augurio di continuare ancora per tanti e tanti altri capolavori  a donarci questi momenti di piacevole lettura, grazie

 

° ° ° ° ° ° ° °

Da Giovanni Ricardi, recensione su Amazon del 31 maggio 2017

 

Romanzo avvincente e profondo, narrazione coinvolgente, elegante e variegata, con intrecci sorprendenti ma realistici, ed un finale a forte impatto emotivo.