Da <L’Eco del Chisone> del 27 settembre 2006

‘Il ‘Profumo di tiglio’ che ti riporta a Villar’

a cura di Luca Prot

Il ritmo lento delle descrizioni che affondano oltre l’apparenza, di chi sa leggere dietro gesti e sguardi l’animo profondo delle persone. E i ritmi incalzanti della cronaca di un delitto, nella Torino salottiera e corrotta, nell’ambiguità tra l’immagine pubblica di un famoso magistrato e la storia del suo grande amore perduto e ritrovato.

Profumo di tiglio, il secondo romanzo di Luciana Navone Nosari, è tutto questo. È un romanzo sul contrasto tra ragione e sentimento, ma anche un thriller da leggere d’un fiato. Dove l’autrice sa riversare la sua esperienza dei sistemi sociali così differenti, dalla grande città di oggi alla Val Chisone del passato, dell’industrializzazione della Riv e dell’agricoltura.

L’epilogo, trent’anni dopo, grazie all’empatia che si crea solo tra vecchi compagni di giochi, l’amicizia più forte del tempo. Vinto dai ricordi che proustianamente i fiori del tiglio sanno rendere di nuovo vivi, come se una vita non fosse trascorsa nel frattempo.

Luciana Navone Nosari è nata a Villar Perosa, ma praticamente da sempre vive a Torino, dove scrive e dipinge. Vincitrice del concorso ‘Poeti al video’, alcune sue poesie sono state pubblicate nel volume ‘Tendenze poetiche’ (Villar Editore, Roma). La sua prima opera: Carezze di Luce.

Profumo di tiglio. La forza delle emozioni , Edizioni Angolo Manzoni (14,50 euro) sarà presentato nella sala ‘Mario Ribetto’ di ‘Una finestra sulle valli’, sabato 30 settembre alle 17. Interverranno, con l’autrice, l’assessore alla Cultura di Villar Perosa Marina Blanc, Nino Truglio, Sonia Piloto di Castri e Daniela Messi per la Edizioni Angolo Manzoni.

Dal <Monviso> del 30 settembre 2006

Villar Perosa. Profumo di tiglio. La forza delle emozioni

Presentazione del libro delle Edizioni Angolo Manzoni.

Sabato 30 settembre alle ore 17 presso ‘Una finestra sulle valli’ Sala ‘Mario Ribetto’, in via Galileo Ferraris 2 a Villar Perosa, il Comune di Villar Perosa e la Edizioni Angolo Manzoni di Torino presentano il libro di Luciana Navone Nosari Profumo di tiglio. La forza delle emozioni“.

Interverranno l’Assessore alla Cultura di Villar Perosa, Sig.ra Marina Blanc e Luca Prot, giornalista de ‘L’Eco del Chisone’. Luciana Navone Nosari, nata a Villar Perosa, alla sua seconda opera dopo ‘Carezze di Luce’, in questo libro vuole evidenziare come l’avvento della Riv, azienda fondata dal senatore Agnelli, abbia trasformato la vita dei paesani, industrializzando il territorio, dove però l’agricoltura non è mai stata abbandonata. Per la Casa Editrice Angolo Manzoni interverranno Nino Truglio, Sonia Piloto di Castri e Daniela Messi. Seguirà rinfresco.

N.S.

Dal <Monviso> dell’1 ottobre 2006

a cura di Fabrizio Legger e Nadia Sussetto

Amori e intrighi quotidiani in Val chisone

Autobiografismo e fantasia nell’opera di una scrittrice nostrana

…”Profumo di tiglio – La forza delle emozioni”… racchiude già nel titolo un accenno a qualcosa di dolce e malinconico del passato, evocato appunto dal profumo dei fiori di tiglio, una fragranza mielata che riporta l’autrice Luciana Navone Nosari ai tempi della fanciullezza, trascorsa a Villar Perosa, un paese nella Val Chisone, quando la vita scorreva sotto le fronde di un enorme esemplare di tiglio al centro del cortile, che ancora fa da testimone alle numerose vicende e racconti del passato dei vari protagonisti che amano raccontarsi. Un libro che mette in risalto il valore dell’amicizia, ma anche una storia a tinte “gialle” raccontata con un linguaggio rispettoso e pacato, senza scene efferate e nella quale le emozioni hanno il sopravvento sulla razionalità, perché spesso “il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce” e non sempre la razionalità risolve i casi nati dalla passione. Lo stile dell’autrice è intrigante, colloquiale, capace di catturare l’attenzione del lettore, con una vicenda che si snoda tra Torino e la Val chisone, all’interno di uno scenario che risulterà familiare a molti nostri lettori. Un romanzo a tinte delicate, consigliato a chiunque ami le letture rilassanti, senza perdere di mordente, dove anche i colpi di scena sono presentati con delicatezza.

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Da <superEva> del 17 febbraio 2008 – Letteratura gastronomica

a cura di Loredana Limone

Era bastato sentire appena il sapore di quei dolci corti e paffuti che sembravano modellati nella valva scanalata di una ‘cappasanta’ perché immediatamente il protagonista di Proust ritornasse alle domeniche mattina della sua infanzia a Combray, quando la zia gli offriva un pezzetto di madeleine intinto nell’infuso di tiglio.

Molto spesso, infatti, un sapore, una canzone, la scritta su un portone, una fragranza danno vita alle immagini di un ricordo, e con le note ricomparse nella mente fiumi di commozione ci avvincono totalmente, come conferma Luciana Navone Nosari nel paragrafo di apertura del suo romanzo Profumo di tiglio (Edizioni Angolo Manzoni).

Un bene ancora possibile

Non sarà un caso che l’autrice abbia scelto proprio il tiglio come elemento intorno al quale far riallacciare amicizie mai dimenticate e ancor meno lo sarà il fatto che, la narrazione coniugata in prima persona, la voce narrante corrisponda al nome di Maddalena.

In questo libro di suggestioni proustiane, Combray è Villar Perosa, dove peraltro è nata l’autrice e che, non lontano dal capoluogo piemontese, si trova a ridosso di due montagne, popolate da una vegetazione ricca di castagni e da boschi generosi dispensatori di funghi, dove sino all’inizio del secolo scorso gli abitanti vivevano di agricoltura e della vendita di mele.

Invece la storia, di un color giallo avvincente, che inizia con il dipanarsi delle storie di un gruppo di amici, si svolge a Torino, dove essi si sono trasferiti e dove si incontrano grazie al profumo di un tiglio che, dimenticato da cittadini troppi disattenti al conforto della sua ombra, giunge alle narici di Maddalena e la fa risentire bambina, fra l’erba appena tagliata, i fiori di ligustro, le pesche di velluto, le prugne acerbe a raspare tra i denti da latte.

Dopo essersi ritrovati, i nove amici, ben lungi dall’essere gli spensierati bambini di un tempo, sono coinvolti nella ricerca della verità che riguarda l’uccisione di Giulio Federici, un noto magistrato, avvenuta nell’edificio adiacente a quello di Maddalena.

Le indagini e i risvolti li prendono così tanto che non è possibile liberarsene nemmeno davanti a un gelato reso ineguagliabile dalla ricetta segreta del Caffè Gramsci, e il lettore viene trascinato in situazioni terribili dove l’odio ha nutrito animi mai sazi di invidie e gelosie, ma dove – senza sdolcinatezze né uno scontato lieto fine – la forza dell’amicizia e dell’amore cede il passo al bene.

Un bene ancora possibile.

Da <LA GAZZETTA DEL WEB> del 13 settembre 2008

PIEMONTE DI CARTA

Rubrica IN LIBRERIA a cura di Rita Rutigliano

Luciana Navone Nosari, Profumo di tiglio
ed. Angolo Manzoni – euro 14,50

Suggestioni proustiane e “la forza delle emozioni” (come indica il sottotitolo), fin dalle prime pagine di questo romanzo che fa del tiglio evocato nel titolo un cardine narrativo frattanto evocando con precise notazioni le località piemontesi in cui la narrazione è ambientata.

- Avete sentito parlare dell’omicidio Federici? - domandai.

- Come no! - intervenne Orfeo, - conoscevo bene quel magistrato!

- Che cosa c’entra con voi due? - si meravigliò Marzia.

- Il delitto è avvenuto nel cortile dell’edificio adiacente, che ha un ingresso in comune con questo palazzo, – precisai e lo stupore fu corale».

In un susseguirsi di continue revisioni della realtà, la storia mette in scena – in un giallo avvincente del cui sviluppo non anticipiamo alcunché – un gruppo di nove amici d’infanzia e l’eterno conflitto tra ragione ed emozione. Conflitto risolto, infine, a favore di quest’ultima: «La trama di un sogno segreto aveva attraversato il turbamento di una vita alla ricerca di una verità rincorsa e all’apparenza irraggiungibile, ma quando l’emozione aveva bussato alle soglie del suo mistero con stupore aveva trovato la verità più della ragione perché, se si dà loro udienza, i sentimenti sanno essere autori di insperati trionfi su battaglie altrimenti dichiarate vinte».

La vicenda si dipana in particolare tra una Torino salottiera e corrotta e la non lontana Villar Perosa (dove peraltro è nata l’autrice), «un paese che dista meno di un’ora dalla città» e che pure tutti loro avevano lasciato per andare «alla ricerca di un lavoro o per proseguire gli studi». Un paese dell’alta Val Chisone, in una suggestiva posizione «a ridosso di due montagne, popolate da una vegetazione ricca di castagni e da boschi generosi dispensatori di funghi, dove sino all’inizio del secolo scorso gli abitanti vivevano di agricoltura e della vendita di mele».

Gualtiero e Maddalena ricostruiscono la realtà offuscata dall’enigma che riguarda l’uccisione di Giulio Federici, un noto magistrato. Il primo intreccia una trama dettata dalle esigenze della ragione; la seconda – che è la voce narrante – interpreta i fatti cogliendone una trama più profonda, più vera.

E, alla fine: «Mancava una settimana a Natale e Torino era illuminata da un milione di luci dai cento colori. Chiesi agli amici del tiglio di raggiungermi nel cortiletto, dove il cesto dei ricordi attendeva di ospitare, per chiuderlo, l’ultimo capitolo di una vittoria che aveva assegnato ad ognuno di loro un ruolo da protagonista».

«Il tiglio era stato attento uditore delle nostre storie e il suo profumo aveva fatto da cornice alle vicissitudini di un epilogo mai scontato, sussurrandoci l’aura di una certezza: quella che al di sopra di ogni dolore e di ogni tragedia, comunque si fossero conclusi i nostri parziali percorsi di vita, la gioia di rimanere uniti avrebbe continuato ad arricchire i nostri cuori.

L’emozione è un’arma straordinaria e il ricordo della fragranza di un’epoca lontana ne era stato creatore, culla di sensazioni alla ricerca del rifugio sicuro: il sentimento, cometa di una forza chiamata amicizia e del proprio mistero».

[...] «Le poche foglie superstiti caddero sulle nostre risate: erano foglie di fine autunno, prive di profumo, ma in noi c’era la forza per immaginarlo, evocarlo. Chiudemmo gli occhi, aspettando che diventasse realtà. E puntualmente arrivò, avvolgendoci con la sua magia. Era lì con noi, perché nel sogno sta il segreto della felicità. [...] Finché si è capaci di sognare la felicità può esistere. E, arrivando, sorprenderci ancora una volta. Come ci sorprende la vita. Ché è vita».

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30 settembre 2006

Villar Perosa, Una finestra sulle valli, Sala ‘Mario Ribetto’:

Prima presentazione di Profumo di tiglio.

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Commenti di Lettori su Profumo di tiglio

 Cara Luciana, la tua penna è buona: lieve, efficace ed evocativa. Sembra che tu abbia scritto versi in passato, perché i tuoi testi contengono molti elementi di poesia in prosa. Naturalmente emerge un amore intenso per la missione, per la tua terra. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per una lettura di grande suggestione. Buon lavoro anche su questo fronte: le lettere non danno pane, sosteneva qualcuno molto importante nel passato, ma almeno offrono stimoli per la riflessione e spazi per i sentimenti, che l’esperienza nel mondo contemporaneo raccomanda ogni giorno di celare e di reprimere. Reprimere i sentimenti per apparire ‘tosti’ e dunque all’altezza della sfida quotidiana, come se la vita fosse una guerra composta di 365 battaglie ogni anno. E’ l’imperativo per coloro che ‘ce la fanno’ anche a prezzo di perdere pezzi del loro essere ‘umani’. E gli altri, quelli che non ce la fanno? Di quelli non si dà conto, perché non sono utili alla macchina infernale che abbiamo messo in moto… Le lettere, una narrazione come la tua, sono una mano tesa per gli uni e per gli altri. Claudio Lodoli

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Ho finito di leggere il tuo libro e non posso far altro che complimentarmi con te. E’ scorrevole e la tua scrittura, che definisco ‘antica’ per la sua qualità, mi ha coinvolta ed emozionata. Complimenti e ti auguro tutto il successo che meriti. Mariarosa

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Ti voglio ringraziare per quello che hai scritto nel tuo libro. Complimenti veramente, è un giallo ‘dolce’… La morte, specialmente se si tratta di omicidio o suicidio, non è certamente dolce, ma in fondo spesso può nascondere dolori profondi e tu hai saputo rendere la lettura di questo libro in modo dolce, perché se è vero che c’è stato un delitto è altrettanto vero che collegandolo alle persone che hanno partecipato alle indagini hai reso il tutto piacevole e speciale. Ada

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Grazie per aver scritto ‘Profumo di tiglio’, un libro magico come il profumo di tiglio!!! Anna Maria