Recensione di Daniela Messi

Bello e avvincente… Comincia come un thriller che si chiude mantenendo il suo alone di mistero. Prosegue come una saga, tornando indietro nel tempo, per un arco di 90 anni, con continui flashback e tenere immagini di famiglia, arte e archivi. “Refoli di vita” apre sorprendenti spiragli sulla vita dei nostri avi e delle nostre ave, del nostro passato, tra miseria e dignità, grandezza d’animo, sacrificio e capacità di godere la vita nella sua pienezza, fra ombre e luci. Una grande, inaspettata, storia d’amore, Antonio e Caterina, nasce sullo sfondo della storia di un Piemonte rurale e una Torino sabauda, che vive gli echi dolorosi della I Guerra mondiale, la rivolta del Pane e della Pace, l’epidemia di Spagnola come una peste di manzoniana memoria. Una città ancora capitale nell’anima, con le sue tante luci che non possono competere tuttavia con il fulgore delle stelle. Le stelle, protagoniste – come la natura – di tutti i romanzi di Luciana Navone Nosari. Fra le protagoniste femminili, Caterina – Rina è l’indiscussa e indomita eroina; ma tutte sono straordinarie e vere, sia che si tratti di personaggi di fantasia sia che si tratti di personaggi reali. E sia che le contraddistingua la nobiltà d’animo, la generosità, la mitezza, la durezza o la meschinità (che per altro l’Autrice si limita a registrare ma mai giudica). Alla fine ne esce uno stupendo affresco dalle tinte fresche e intense, che si legge come un thriller fino all’ultima riga e all’ultima stella… (Daniela per B & M)